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Posted on Giu 5, 2014

Al via Piano di Finanziamenti per PMI al femminile e libere professioniste

Al via Piano di Finanziamenti per PMI al femminile e libere professioniste

E’ stato firmato, con data 4 giugno 2014, un protocollo d’Intesa tra il Dipartimento per le Pari Opportunità, il Ministero dello Sviluppo Economico, Abi, Confindustria, Confapi, Rete Imprese Italia e Alleanza della Cooperative Italiane, con lo scopo di agevolare l’accesso al credito da parte delle PMI a prevalente partecipazione femminile e lavoratrici autonome.

In particolare, verranno attivati specifici plafond bancari per nuovi investimenti e l’avvio di nuove attività che potranno beneficiare della garanzia dello Stato, secondo tre diverse linee di intervento:

  • “Investiamo nelle donne” – finanziamenti finalizzati a realizzare nuovi investimenti, materiali o immateriali, per lo sviluppo dell’attività di impresa ovvero della libera professione;
  • Donne in start-up” – finanziamenti finalizzati a favorire la costituzione di nuove imprese, ovvero l’avvio della libera professione;
  • Donne in ripresa” – finanziamenti finalizzati a favorire la ripresa delle PMI e delle lavoratrici autonome che, per effetto della crisi, attraversano una momentanea situazione di difficoltà.

Rilevante la possibilità di sospensione del rimborso dei finanziamenti, per un periodo fino a 12 mesi, in casi di maternità dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma; grave malattia, anche del convivente o dei figli anche adottivi; malattia invalidante di un genitore o di un parente o affini entro il terzo grado conviventi dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma.

Le PMI e le lavoratrici autonome possono operare in qualsiasi settore. Nel caso di aziende  è necessario che ci sia una prevalenza di partecipazione femminile, così intesa:

  • Impresa individuale in cui il titolare è una donna;
  • Società di persone nella quale la maggioranza numerica di  donne non sia inferiore al 60% dei soci;
  • Società di capitali dove le quote di partecipazione al capitale siano per almeno i 2/3 di proprietà di donne e gli organi di amministrazione costituiti per almeno i 2/3 da donne;
  • Cooperative nelle quali la maggioranza numerica di donne non sia inferiore al 60% dei soci.